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Jepis Bottega (www.jepis.it)
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Jepis Bottega

Crea racconta ricrea

Giuseppe Rivello è un imprenditore di 28 di Caselle a Pittari nel Cilento in provincia di Salerno.

Sposato e padre di una splendida bimba fa del suo lavoro e dell'agricoltura le sue passioni.

Ha lavorato come cameriere, un impiego che gli ha insegnato tanto e a cui ha sempre pensato come interpretato da Benigni nel film "La vita è bella", come una maschera per giocare e sperimentare.

Formatosi in Scienze della Comunicazione all'università di Salerno, ha iniziato la sua carriera con la creazione di video aziendali per imprese italiane ed estere e ora si occupa di project management e dello sviluppo di UX (user experience) per applicazioni oltre che di storytelling.

Come e quando è nata l'idea di avviare Jepis?

L’idea di avviare Jepis (che è il mio nomignolo fin da quando avevo 13 anni) è nata nel 2010.

Ho iniziato a collaborare con un’azienda Svizzera del settore ICT.

Avendo una formazione di marketing e comunicazione ho iniziato a lavorare alle strategie di comunicazione ed alla produzione di contenuti multimediali.

Nel tempo poi Jepis oltre che di media content ha iniziato a occuparsi di UX e project management legato anche a progetti di internazionalizzazione delle PMI del sud dell’Italia. Nello specifico di aziende che operano nel territorio in cui ha sede l’azienda. Molto importante è stata anche la collaborazione con realtà con NinjaMarketing e NInjAcademy.

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Qual è lo scopo e la filosofia di Jepis?

Nell'ultimo anno al nome di Jepis si è affiancato quello di Bottega.

Questa definizione ben riassume parte della filosofia aziendale che è racchiusa in tre parole: Crea Racconta Ricrea.

Creare. ​La tua idea è un piccolo seme che ha bisogno di essere inserito nel giusto contesto, ha bisogno di avere i giusti compagni di viaggio per poter compiere la propria missione. Ogni buona idea può rimanere tale se non viene bel accudita e sviluppata. Oggi una delle sfide più importanti che dobbiamo porci è quella di perseverare nella cura delle nostre idee e comportarci un po’ come dei contadini, degli artigiani alla continua ricerca del modo per far funzionare la nostra idea.

Raccontare. ​La vita della tua idea dipende dalla sua forza nello stare al mondo e dai modi in cui è capace di farsi notare e di relazionarsi con tutto ciò che la circonda. Il Racconto è la strada dove poggiano i passi, dove vive quel seme che abbiamo piantato. Il racconto però è anche capacità di connessione, capacità di creare e immaginare valore.

RiCreare. ​I nostri semi dopo essere stati piantati, curati e arricchiti hanno bisogno di rigenerarsi, di trovare spunti e nuovi slanci per continuare a stare al mondo. Mi piace pensare che le nostre idee siano come dei semi perchè una volta che le abbiamo sviluppate generano non solo un nuovo seme ma altri nuovi semi quindi altro valore rispetto a quello che avevamo in partenza.

Questo passaggio viene ben interpretato nel video realizzato in occasione della creazione di un'istallazione.

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Quali sono gli elementi più importanti per gestire un'attività?

Credo che per gestire un’attività oggi sia necessario avere:

Curiosità: ​bisogna sempre correre a colmare i nostri vuoti di sapere, ce ne saranno sempre anche quando diventeremo bravissimi

Umiltà: ​Anche dopo aver raggiunto qualche bel traguardo non bisogna adagiarsi sugli allori ma bisogna continuare a lavorare e a creare valore con tutti gli spunti che valutiamo interessanti e stimolanti. Questo oggi è fondamentale perchè ci permette di essere capaci di creare attorno a noi un network di persone e di realtà che siano veramente di valore.

Costanza: ​Non bisogna stancarsi mai. Se si crede che la strada è quella giusta bisogna perseguirla sempre.

Follia: ​Bisogna avere la sana follia per fare impresa oggi, si deve avere paura ma anche incoscienza in molti casi; naturalmente solo quando si è certi che quello che si sta facendo è la cosa giusta per noi e per coloro che ci circondano.

Visione: ​Senza visione non si fa impresa. È una regola di base ma spesso ce ne dimentichiamo e pensiamo a soddisfare solo “sguardi contemporanei” senza nutrire visioni medio lunge. Sono quelle che ci permettono di sognare di avere slancio.

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Quali sono i tuoi piani per il futuro?

I miei piani per il futuro sono innanzitutto quello di essere un buon padre e poi di contribuire al lavoro di internazionalizzazione delle aziende del mio territorio, Il Cilento. Poi io ho un motto che fa anche da visione se vuoi:

Vivo con un Piede nel Cilento, Uno del Mondo e la testa in Rete.

Come hai trovato Debitoor e cosa ne pensi?

Debitoor è un ottimo strumento anche se lo uso poco rispetto alle potenzialità. Me lo ha suggerito un amico.

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