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Mastrini e stato patrimoniale: un nuovo approccio alla contabilità

I concetti di Dare e Avere ti confondono e hai sempre paura di sbagliare le registrazioni? Leggi questa guida per essere più sicuro nei tuoi passi.


Di tutti gli aspetti dell’attività imprenditoriale la contabilità, la fatturazione e il fisco sono sicuramente ai primi posti nella lista nera di ogni individuo e probabilmente anche nella tua.

Non si parla solo di leggi e regole complesse ed espresse in modo poco chiaro ma anche di concetti con cui studenti e professionisti del settore lottano ogni giorno.

Tra i concetti basilari (e più difficili) di tutta la contabilità ci sono quelli di debito e credito (dare e avere nel sistema dei mastrini) a loro volta collegati alla lettura e l’interpretazione di mastrini e stato patrimoniale.

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Transazioni e mastrini

Per avere una visione completa delle transazioni e registrarle nel modo corretto bisogna tenere presente l’equazione fondamentale della contabilità che prescrive che le attività (risorse possedute dall’azienda) siano uguali alle passività e al patrimonio netto (ovvero il capitale fornito da terze parti e a queste deve essere restituito nei termini e modalità previste).

Ogni volta che accade un nuovo evento è necessario inserirlo nel libro mastro e aggiornare i mastrini corrispondenti tenendo bene a mente la regola che a un valore per la colonna Dare corrisponde lo stesso valore sulla colonna Avere.

Questo non solo per mantenere in equilibrio i conti ma anche per avere un’idea globale dell’effetto di quella determinata transazione. Potremmo in questo senso adattare in maniera molto libera la prima legge della termodinamica che enuncia: “niente si crea nè si distrugge ma si trasforma”.

Allo stesso modo il valore delle transazioni non viene assegnato in modo arbitrario ma in modo tale che ad un accredito su un conto corrisponda un credito su un altro.

Inoltre, anche nel caso in cui il valore economico dell’operazione sembri perso (ad esempio con un abbuono e una riduzione del credito verso i clienti), questo non scompare dai registri contabili ma viene trasformato (con le somme corrette inserite nel conto abbuono e i conti esistenti aggiornati).

Dare, avere e trasferimenti di risorse

Confrontarsi con i mastrini è complicato prima di tutto per la terminologia usata.

Nonostante sia stato più volte puntualizzato che i titoli delle due colonne non abbiamo nessuna relazione con il significato di uso corrente, è inivitabile che si tenda a fare questa associazione con l’intento di dare una logica al procedimento.

Dare e avere devono essere intese solo come due lati di una stessa medaglia e come il modo in cui le risorse vengono impiegate (Dare) e la fonte di queste (Avere).

Mettiamo il caso ad esempio che l’azienda realizzi 500 euro dalla vendita di 10 unità di prodotto, nel conto vendite dobbiamo registrare 500 nella colonna Dare e 500 nella colonna Avere del conto Banca o contanti.

Un secondo esempio potrebbe essere quello dell’acquisto di 30 pezzi da un fornitore per un totale di 20 euro. In questo caso si registra 20 nella colonna Dare del conto acquisti e la stessa somma in avere di debiti verso i fornitori. Al momento del pagamento gli ammontare vengono riportati nella colonna Dare per il credito verso i fornitori e Avere nel conto Banca/contanti.

Mastrini e stato patrimoniale

Al termine dell’anno contabile e al momento della chiusura dei conti, è necessario sottrarre Dare ad Avere per avere il saldo del conto.

Le somme derivanti da questi conti vengono trasferite nei profitti non distribuiti e i contatori azzerati.

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