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Acconto o caparra: qual è la differenza?

Molti di noi si sono chiesti almeno una volta quale sia la differenza tra acconto e caparra. Sebbene i due termini vengano spesso usati come sinonimi, essi hanno un significato profondamente diverso.

A seconda che si tratti di acconto o di caparra, infatti, potranno esserci effetti diversi sull’acquirente o sul venditore.

Immagine con testo articolo differenza tra acconto e caparra

In entrambi i casi si tratta del versamento di una somma di denaro da parte dell’acquirente del bene o del servizio in anticipo, ovvero prima della conclusione dell’operazione.

Ma mentre l’acconto non offre garanzie e, anche in caso di mancata vendita, va sempre restituito al potenziale acquirente, la caparra è invece vincolante e funziona da garanzia nel caso di inadempimento di una delle due parti.

La differenza principale tra caparra e acconto sta dunque nella valenza risarcitoria della prima rispetto al secondo.

Inoltre, per capire se il pagamento anticipato può essere considerato caparra o acconto è necessario capire se le parti lo abbiano espressamente previsto. Senza un espresso accordo stipulato tramite un contratto, il pagamento anticipato rientra sempre nell’istituto dell’acconto.

Ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di entrambi i termini.

Acconto: caratteristiche

Con il termine acconto si intende il pagamento anticipato di una parte del prezzo dovuto per un determinato acquisto, che serve al venditore come garanzia sull’effettiva volontà dell’acquirente di comprare quel determinato bene o servizio.

In caso di mancata vendita, l’acconto va sempre restituito al potenziale acquirente, anche se è quest’ultimo che si tira indietro. Il venditore potrà in tal caso rivolgersi a un Giudice per chiedere un risarcimento danni, ma dovrà essere in grado di dimostrarlo.

Se la trattativa si conclude, invece, l’importo versato a titolo di acconto verrà detratto dal prezzo di vendita.

Acconto: esempio

Se mi reco in un negozio per comprare un paio di scarpe ma non trovo il colore che desidero, posso chiedere di ordinarlo lasciando un acconto come garanzia della mia volontà di comprare quelle scarpe.

L’acconto non avrà alcuna valenza risarcitoria per le parti, che non saranno quindi economicamente vincolate tra di loro.

Se per qualsiasi motivo decido poi di non comprare più quel paio di scarpe, il venditore dovrà restituirmi l’acconto versato. E lo stesso accadrà anche nel caso in cui il venditore non sia riuscito ad ordinarle.

Caparra: caratteristiche

Anche la caparra consiste nel pagamento anticipato di una parte del prezzo dovuto, ma a differenza dell’acconto essa è posta a garanzia sia degli interessi del venditore sia di quelli dell’acquirente.

Se il compratore decide di non acquistare più il bene o il servizio per cui ha versato la caparra, il venditore potrà trattenere la stessa a titolo di risarcimento danni.

Viceversa se è il venditore a risultare inadempiente, ovvero non arriva a concludere la vendita, sarà l’acquirente a poter richiedere allo stesso la restituzione del doppio della caparra versata.

Proprio per la sua natura risarcitoria, la caparra non è soggetta ad IVA, a differenza dell’acconto.

Caparra: esempio

La forma di caparra più usata soprattutto nelle compravendite è la caparra confirmatoria.

Un esempio particolare di caparra confirmatoria è possibile vederlo nei contratti di affitto, per i quali può essere utilizzata in alternativa al deposito cauzionale (o cauzione).

A differenza di quest’ultimo non deve sottostare come limite d’importo a 3 mensilità del canone d’affitto e per questo può rappresentare un valido dissuasivo verso possibili inadempienze.

Come per la cauzione, la caparra va restituita in caso di adempimento della prestazione, in questo caso il pagamento dell’affitto.

In che caso emettere una fattura elettronica?

Dovrà essere emessa una fattura elettronica solo nel caso di versamento di una somma di denaro a titolo di acconto, proprio per la sua rilevanza ai fini IVA a cui facevamo riferimento sopra.

Non potrà dunque essere utilizzata una semplice fattura proforma, e la fattura emessa dovrà essere annotata sul registro dei corrispettivi, secondo le ordinarie modalità e i tempi prestabiliti.

Al momento della consegna dei beni dovrà poi essere emessa una fattura a saldo da parte del fornitore.

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