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Partita IVA e regimi fiscali: vantaggi, termini e condizioni

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La partita IVA è un passo molto importante nella vita di imprenditori e liberi professionisti.

Oltre a scegliere se [aprire la partita IVA come ditta individuale o lavoratori autonomi, è importante stabilire anche a quale regime fiscale si è sottoposti.

Esistono 3 regimi per le partite IVA: ordinario, vecchio regime dei minimi o il nuovo regime dei minimi o forfettario.

Regime ordinario

I contribuenti del regime ordinario:

  • guadagnano più di 30.000 euro all'anno e non rientrano nel vecchio regime dei minimi oppure ne hanno già usufruito (aziende attive da più di 5 anni o imprenditori di più di 35 anni)
  • sono tenuti a pagare il 23% Irpef, addizionali regionali e comunali di circa 2% e Irap di 4% circa

L'ammontare da pagare viene calcolato sulla base di guadagni meno spese e contributi previdenziali.

Regime dei vecchi minimi

Questo regime è stato introdotto dal DL 98/2011 e sarà disponibile fino al 31 dicembre 2015 grazie al Decreto Milleproroghe.

I contribuenti del regime dei vecchi minimi:

  • hanno guadagni di massimo 30.000 euro l'anno
  • sono tenuti a pagare il 5% del valore guadagnato (ricavi meno spese inclusive di contributi previdenziali)
  • possono usufruire di questo regime per i 5 anni di vita dell'azienda e fino ai 35 anni di età

Regime dei nuovi minimi (forfettario)

Il nuovo regime dei minimi è stato introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 e sostituisce il regime precedente.

I contribuenti del regime forfetario agevolato:

  • hanno un reddito non superiore a 15.000 euro annui
  • sono tenuti a pagare un'imposta unica del 15% che sostituisce Irpef, Irap e addizionali regionali e comunali
  • passano al regime ordinario se i guadagni superano il limite prefissato
  • pagano un'imposta che risulta da un coefficiente di redditività che varia per il genere di attività esercitata
  • per i primi 3 anni possono adottare come base imponibile il reddito ridotto di 1/3

Quale regime scegliere?

In generale il regime dei vecchi minimi risulta il più conveniente e il meno gravoso in termini di imposte.

La scelta tra regime ordinario e quello forfettario, invece, non è così diretta ma dipende dal valore delle spese.

Al crescere delle spese, aumenta anche il divario tra la pressione fiscale dei due regimi rendendo più conveniente quello ordinario rispetto al forfettario.

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