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Collaborazioni coordinate continuative e Jobs Act: cosa cambia

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Jobs Act è il nome della nuova riforma del lavoro che apporta modifiche e introduce novità in molti campi.

Questo provvedimento introduce una maggiore flessibilità per i lavoratori e le aziende e una tendenza verso la creazione di contratti a tempo indeterminato.

Il Jobs Act è ancora in via di approvazione e tutti gli articoli sono al vaglio della Camera e dovranno ricevere l'approvazione dei deputati per entrare in vigore.

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Da contratti a progetto a contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti

Il Jobs Act prevede l'eliminazione dei contratti a progetto e modifica le prestazioni occasionali a partire dal 2016 a favore di contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti che includono termini meno rigidi per l'articolo 18.

Questa riforma si applica a tutti i lavori personali, di tipo continuativo e ripetitivo, i cui termini e condizioni vengono definiti dal committente.

Inoltre, il lavoro autonomo non viene più regolato dalla legge 92/2012 (Riforma del Lavoro Fornero) e rimane la possibilità di firmare contratti coordinati e continuativi non subordinati.

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Requisiti per i co.co.co

I lavoratori con contratti co.co.co (contratto di collaborazione coordinata e continuativa) svolgono un lavoro indipendente non subordinato al datore di lavoro dell'azienda in cui sono impiegati pur avendo una collaborazione continuata e collaborativa.

Perchè un rapporto lavorativo venga considerato indipendente alcune condizioni devono verificarsi. Precisamente:

  • il lavoratore può essere sostituito da collaboratori o colleghi
  • non esistono vincoli temporali per la prestazione che rimane limitata a determinati compiti
  • Il lavoratore ha libertà nel determinare i mezzi e i tempi di realizzazione del progetto.

Se queste condizioni non risultano vere, si presume che il lavoratore sia subordinato piuttosto che indipendente.

Eccezioni ai co.co.pro

I co.co.pro ovvero i contratti di collaborazione a progetto verranno eliminati con l'approvazione del Jobs Act.

Ci sono dei casi in cui si presume indipendenza dei rapporti lavorativi:

  • collaborazioni stipulate con accordi collettivi e che prevedono determinate regole come previsto dai sindacati
  • in caso di collaborazioni con professionisti iscritti ad un albo
  • per membri di organi organizzativi o di controllo di società, a collegi o commissioni
  • in caso di collaborazioni per associazioni e società sportive per dilettanti collegate a organizzazioni nazionali

Quali sono i vantaggi offerti?

Le aziende (sia nel settore pubblico che privato) che assumono un collaboratore coordinato e continuativo come lavoratore a tempo indeterminato hanno un trattamento di favore su eventuali errori contributivi, fiscali o assicurativi precedenti alla firma del contratto.

A questo scopo, il lavoratore deve presentare un atto di conciliazione per le eventuali omissioni e non può essere licenziato durante il primo anno a meno che non sussistano ragioni di giusta causa o giustificato motivo soggettivo.

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